STRUTTURA S.CROCE
Si tratta di una villetta, già abitazione del Nobil Uomo Federico Paltrinieri, lasciata in dono per destinarla ad asilo infantile.
La villetta storica è ora affiancata da una nuova costruzione, in sintonia architettonica ed edificata coi più moderni criteri di bioedilizia e risparmio energetico, e da un ampio giardino.
Tutto il complesso ospita una Scuola d'Infanzia paritaria per bambini dai 3 ai 6 anni ( tre sezioni, 90 posti disponibili) e un Nido Primavera per bambini dai 2 ai 3 anni ( una sezione, 25 posti disponibili).
La nuova costruzione, oltre a rispettare tutti i criteri della bioedilizia, verrà riscaldata e rinfrescata con un impianto geotermico, pannelli solari e pannelli fotovoltaici in quasi totale autonomia energetica.
Riscaldamento a pavimento, pavimento in laminato simil-legno trattato con vernice agli ioni d'argento in funzione antibatterica, amplissimo salone separabile dalla scuola e utilizzabile anche dal pubblico per feste di compleanno e altre cerimonie.
Fondazione PaltrinieriStruttura |
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Fondazione Paltrinieri
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STRUTTURA GARGALLO
È una palazzina costruita dopo la prima guerra mondiale
per ricordare i caduti attraverso l'opera educativa.
Ospita infatti una Scuola d'Infanzia paritaria denominata " Caduti
in guerra" per bambini dai 3 ai 6 anni.
Suddivisi in 2 sezioni, gli iscritti sono 56.
La parrocchia di Gargallo, proprietaria, ne ha affidato la gestione
alla Fondazione Antonio Paltrinieri attraverso un contratto di
comodato.
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Fondazione Paltrinieri
Struttura |
CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE
È composto da 7 consiglieri
3 indicati dal Comune di Carpi ( Mestieri Franco, Pivetti Giliola, Zanti Luigi ).
1 indicato dal Vescovo di Carpi ( Sacchetti Attilio ).
1 indicata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ( Bellelli Elisetta ).
1 indicato dal Parroco di S.Croce di Carpi ( Carnevali Luca ).
1 indicato dalla Consulta del Volontariato di Carpi ( Ronchetti Gianni ).
Tra di loro, i Consiglieri hanno eletto come Presidente Giliola Pivetti.
La Storia
Le Opere Pie nascono nel Medio Evo e sono un insieme di beni donati da privati cittadini. Il reddito prodotto è destinato ad un fine sociale. Per questo l'ordinamento giuridico riconosce ad esse la piena e completa personalità giuridica. I beni vengono destinati dai privati a suffragio della propria anima (se credenti) o per spirito filantropico per ricordare il proprio nome e la propria memoria (se laici).
Per capire la loro realtà e la loro grande funzione nei secoli, è necessario ricordare che i pubblici poteri, i governanti, i Comuni non avevano nei loro fini l'assistenza ai bisognosi, ritenendo che, in base al principio evangelico, a ciò soccorresse la privata carità che si concretò giuridicamente proprio nelle Opere Pie. Solo nel 1904,lo Stato italiano, con l'istituzione del domicilio di soccorso e la compilazione dell'elenco dei poveri, diede inizio a quello che fu poi chiamato Stato sociale.
Le Opere Pie di Carpi, naturalmente nate pure esse nel Medio Evo
(la più antica é del 1260 ) nacquero, si ampliarono, si
svilupparono grazie ai tanti donatori che nei secoli lasciarono i
loro beni immobili e denaro.
Di tanti donatori esiste un'ampia quadreria dei loro ritratti,
ceduta in deposito nel 1923 al Museo civico di Carpi.
L'Opera Pia Esposti aveva come missione il mantenimento dei bambini abbandonati ( appunto quelli che erano stati esposti sul sagrato di una chiesa o nella ruota di un convento o trovati in qualsiasi luogo).
L'Opera Pia Orfanotrofi si occupava degli orfani, bambini e adolescenti, senza famiglia, l'Opera Pia Artigianelli si incaricava di insegnare un mestiere ai ragazzi delle famiglie più povere.
L'Opera Pia Zitelle del Soccorso si incaricava di fornire una dote alle ragazze che non l'avevano, affinchè potessero sposarsi e non finire malamente.
L'Opera Pia principale fu l'Opera Pia Infermi (sorta nel
1517) che gestì per quattro secoli l'Ospedale di S.Rocco (poi
denominato Bernardino Ramazzini) proprio dal 1517 al 1923,
situato nell'attuale via Trento e Trieste (detta appunto
Via dell' Ospedale).
Essa costruì poi un nuovo e moderno Ospedale nella sua
proprietà fuori Porta Mantova, ove si trova tuttora.
La Legge Crispi aveva provveduto a unificare diverse Opere
Pie, nacque così la denominazione "Opere Pie Raggruppate di
Carpi" (Raggruppate perché tante Opere).
Esse si dotarono di un Regolamento di Amministrazione con un
Consiglio rappresentativo della comunità carpigiana, coi membri
designati da vari Enti: Consiglio comunale, Prefettura,
Provveditorato agli Studi ( poiché gestivano aspetti educativi),
Ispettorato dell'Agricoltura ( considerando i numerosi poderi
).
Arriviamo alle donazioni di epoca moderna:
L'8 Gennaio 1917 : avviene la donazione del Tenente Luigi Marchi che lascia tutti i suoi averi per la costruzione di un Ricovero di Mendicità per gli anziani poveri.
Il 15 Giugno 1932 il Nobil Uomo Federico Paltrinieri, nel suo testamento, lascia i suoi beni affinchè sia istituito un Asilo per i bambini e sia intitolato alla nipote Matilde Cappello.L' Opera Pia dovrà portare invece il nome del padre : Antonio Paltrinieri.
Il 22 Dicembre 1938 Lorenzo Rossi, possidente di Cortile, lascia tutti i suoi beni per aiutare i malati, gli anziani, i bambini.
Alla fine della seconda guerra mondiale, le Opere Pie di Carpi (
rimaste cinque ) possedevano un rilevante patrimonio immobiliare
consistente nel complesso ospedaliero Ramazzini, vari palazzi in
città ed alcune decine di poderi di varie estensioni.
Se si esamina l'andamento amministrativo delle Opere Pie dal 1945
in poi, si notano due fatti, uno giuridico ed uno
scientifico-demografico, che ebbero conseguenze negative sul piano
patrimoniale.
Il primo fu il blocco degli affitti dei terreni e dei fabbricati che ridusse ad entità pressoché simboliche le entrate reddituali; il secondo, lo sviluppo scientifico e l'incremento demografico (Carpi in 20 anni passò da 36000 ad oltre 50000 abitanti) che richiesero continui investimenti edilizi e strumentali del complesso ospedaliero.A far ciò si provvide con una continua alienazione di beni delle diverse Opere Pie.
Si può considerare il sistema delle Opere Pie di Carpi degli anni 50 del XX secolo come un sistema solare inverso in cui i pianeti (le Opere Pie Paltrinieri, Rossi, Artigianelli, ecc. davano energia al Sole, l'Opera Pia Infermi).
Quando, nel 1974, lo Stato nazionalizzò l'assistenza ospedaliera istituendo il Servizio Sanitario Nazionale, come era suo diritto, non indennizzò dei beni espropriati i legittimi proprietari, le Opere Pie, al contrario di quanto fece con la nazionalizzazione dell'energia elettrica.
Le Opere Pie di Carpi persero allora la maggiore parte del
patrimonio.
Poi il colpo più grave alle Opere Pie d'Italia lo diede il D.P.R.
24 luglio 1977 n. 616 (decreto Andreotti) che all'art. 25 sanciva
la soppressione delle Opere Pie trasferendo patrimoni e funzioni
ai Comuni.Il DPR stabiliva procedure burocratiche molto
complesse che, in molti casi, non ebbero compimento.
Infatti, su ricorso di un'Opera Pia della Lombardia, la Corte
Costituzionale dichiarava anticostituzionale l'art. 25 del DPR
616. (sentenza considerata una delle più importanti negli
annali della Corte).
Le cinque Opere Pie di Carpi che non erano state assorbite dal Comune:
- Opera Pia Paltrinieri
- Opera Pia Tenente Marchi
- Opera Pia Lorenzo Rossi
- Opera Pia Esposti
- Opera Pia Zitelle del Soccorso
ebbero diritto di continuare ad esistere con due finalità sostanziali residue: la gestione di una Casa di Riposo e di un Asilo.
Il Consiglio di Amministrazione, nominato nel 1985, decideva un rilancio delle Opere Pie, ricostruendo una moderna autonoma Casa di Riposo proprio in quell'immobile di Via Trento e Trieste che era stato Ospedale dal 1517 al 1923 e poi Casa di Riposo dal 1923 al 1960, quando fu alienato al Comune che vi destinò l'Istituto "Meucci" per Ragionieri.
Nella frazione di S. Croce, nella Villa padronale ottocentesca del Nobil Uomo Paltrinieri restava operante, e lo è tuttora, (con una positiva collaborazione di un comitato dei genitori), la Scuola d'Infanzia "Matilde Cappello" (intitolazione che vuole ricordare una giovane nipote del Paltrinieri morta ventenne di malattia ) che può novanta bambini più 25 in età di nido. La Scuola è gestita didatticamente dalle Suore della "Comunità Sorelle di S.Cecilia", come espressamente richiesto nel testamento del donatore.
La composizione del Consiglio aveva subito trasformazioni con la costituzione della Regione nel 1970 perchè la legislazione aveva trasferito i vari poteri dallo Stato proprio all'Ente Regione e da questo ai Comuni.La nomina dei Consiglieri passò quindi tutta al Consiglio comunale di Carpi, salvo uno di nomina del Vescovo di Carpi, per la volontà testamentaria del lascito di Romilia Benassi degli anni 60, a cui fu aggiunto alla fine degli anni 80 un Consigliere nominato dal Prefetto.
Costituiva perciò un'anomalia un Consiglio dove la maggioranza era di un unico Ente, il Comune.
Anche per questo, nel 1999, con la Presidenza della D.ssa Giliola Pivetti, si poneva mano all'adozione di un nuovo Statuto che doveva rendere all'attualità gli scopi voluti dai fondatori delle Opere Pie.Si aggregavano l'Opera Pia Esposti e l'Opera Pia Zitelle del Soccorso, di patrimonio irrilevante ed ormai senza rendite, inglobandole nell'Opera Pia Paltrinieri e si fondevano insieme le Opere Pie Tenente Luigi Marchi e Lorenzo Rossi.
I riferimenti attuali sono: la legge n. 328 dell'8/11/2000, chiamata anche legge Turco-Signorino dal nome di due tra i parlamentari proponenti e la legge regionale n.2/2003.
Con la trasformazione-esproprio della Opera Pia "Marchi-Rossi" in ASP (Azienda di Servizi alla Persona)diventata di proprietà del Comune e aggregata ai quattro Comuni delle Terre d'Argine, l'Opera Pia Antonio Paltrinieri rimane l'ultima e unica Opera Pia esistente a Carpi.
Gli attuali Consiglieri sono ben consapevoli di questo "testimone" che è arrivato attraversando i secoli e sono più che mai determinati a salvaguardarlo e potenziarlo.
Bernardino PaltrinieriQuadro |
MatildeCornice |
La famiglia
Quadro |
PanoramicaPanoramica stanza |
Progetti
È stato realizzato l'ampliamento della Scuola “Matilde Cappello” di Santa Croce: sono state aggiunte tre sezioni di cui una destinata ad asilo nido (per bambini dai 2 ai 3 anni), ed è stato realizzato un grande salone per le attività collettive dei bambini, dotato anche di un'entrata separata, il quale potrà essere concesso ad Associazioni od Organismi che ne facciano richiesta per organizzare eventi sociali, quali: conferenze, convegni, proiezioni, etc., naturalmente in orari compatibili con la vita scolastica.